Selvaggio Blu

Il Selvaggio Blu è un trekking particolarmente impegnativo, che si svolge sull’orlo delle falesie nel tratto di costa del comune di Baunei.

È stato ideato negli anni ’80 da due alpinisti italiani, Mario Verin e Peppino Cicalò che per primi, affascinati dalla bellezza selvaggia di questo tratto di costa, hanno faticosamente percorso tratti di sentieri dei pastori e delle loro greggi e tratti di antiche mulattiere dei carbonai di fine ’800, unendole con percorsi cercati e scoperti a fatica tra i calcari e la vegetazione del supramonte.

Il risultato è un itinerario sospeso sull’orlo estremo  di una falesia verticale, di cinquanta chilometri che tra Cale e mulattiere partendo da Pedra Longa arriva sino a Cala Sisine.

Dopo i due ideatori una guida Alpina, Marcello Cominetti, ha iniziato a proporlo tra i suoi pacchetti, seguito subito dopo dalla Cooperativa Goloritzè.

La Guida della Cooperativa, Antonio Cabras, inizialmente con uno sparuto gruppetto di amici-guide della Sardegna, ha percorso per la prima volta il Selvaggio Blu nel 1994, inserendolo poi tra le numerose proposte di trekking e pubblicizzandolo su numerose riviste del settore, Tuttoturismo, Itinerari e Luoghi, La Rivista della Montagna, varie pubblicazioni del CAI del nord Italia, ecc.

Per poter offrire il Selvaggio Blu al pubblico Antonio lo ha in qualche modo “personalizzato”. Innanzittutto offrendo una assistenza logistica che permette di apprezzare il percorso senza la fatica di portarsi sulle spalle tutto il necessario, acqua, viveri, zaini, ecc. Infatti i bagagli pesanti vengono spostati da una tappa all’altra via mare o via terra. In questo modo i viaggiatori possono godere di ogni momento del sentiero, ogni scorcio e ogni panorama.

Il tutto arricchito dai sapienti racconti della dura vita che i pastori hanno vissuto in queste zone, nel più completo isolamento, fino a non molti anni fa. Vita che Antonio conosce bene, avendo accompagnato fin da bambino suo padre, autentico pastore di capre, lungo gli impervi sentieri del vasto territorio.

Il tocco finale per una immersione totale nel Selvaggio Blu è il cibo, semplice e genuino, dalle colazioni agli arrosti di carne o di pesce delle tappe serali.

L’ultima puntata, per il momento, della storia di questo trekking è l’edizione lo scorso anno (2013) di “Il Libro di Selvaggio Blu” , Autori Mario Verin e Giulia Castelli, Editore Enrico Spanu, dove Verin racconta di quando, oltre trent’anni fa, guidato solo “dalla ricerca della bellezza” ideò il sentiero, il tutto corredato da splendide immagini che attestano ancora il profondo legame che Mario Verin ha con la sua creazione. Graditissimi, tra i ringraziamenti, quelli ad Antonio Cabras, “Guida della Cooperativa Goloritzè, che ha condiviso con noi questo libro, passo dopo passo, pagina dopo pagina, attraverso l’impervio e meraviglioso Supramonte..”.

Da Pedra Longa la prima tappa è costituita dalla località Gennirco, a circa 700 metri di altezza, alla quale si arriva aggirando l’imponente falesia con la panoramica cengia Giradili. La tappa seguente che comprende alcuni suggestivi passaggi attraverso scale di ginepro attrezzate dai pastori, conduce a Portu Cuau, raggiungendo diversi punti panoramici dai quali si può ammirare il Golfo di Arbatax. Da Portu Cuau una comoda mulattiera conduce a Portu Iltiera, una falesia di 250 metri a picco sul mare dalla quale si apre una vista suggestiva del Golfo di Orosei; da qui il cammino prosegue fino a Serra Salinas (circa 500 m. di quota) che sovrasta Cala Goloritzé, una delle spiagge più belle del Golfo.

L’itinerario da Cala Goloritzè a Ololbissi è la tappa più impegnativa, con diversi dislivelli da superare sia in salita che in discesa, tanto che si rende necessario l’uso delle corde, con arrampicate in alcuni punti di quarto grado, e quattro discese in corda doppia da 23, 15, 15, 15 mt, trasformando il trekking in un vero e proprio percorso alpinistico. Anche nella tappa seguente, da Ololbissi a Cala Sisine, il trekking si alterna all’alpinismo vero e proprio, con arrampicate di quarto grado e quattro discese in corda doppia da 23, 45, 45 e 23 mt. . Il fondo meno accidentato la rende comunque meno faticosa rispetto alla precedente.

Per chi volesse affrontare il percorso in assoluta autonomia la Coop è a disposizione per il supporto logistico con i seguenti servizi:

  • Base di partenza Il Rifugio, dove si può pernottare prima del trekking, studiare il percorso, organizzare gli scatoloni dei viveri per i rifornimenti e lasciare in custodia le auto.
  • Trasferimento dal Rifugio a Pedra Longa, all’inizio del Selvaggio Blu.
  • Consegna ad ogni punto tappa dei viveri e dell’acqua (a questo proposito è bene ricordare che non esistono sorgenti in tutto il percorso), oppure allestimento di  vere e proprie cene a base di arrosti e prodotti locali.
  • Spostamento di tende, zaini, corde, ecc. da un punto tappa al successivo. Ritiro e smaltimento dei rifiuti.

Siamo a disposizione per studiare con voi il programma più adatto alle vostre esigenze.

Immagini del Selvaggio Blu